COSTA SANT'ABRAMO

Parrocchia di S. Abramo patriarca

ricordato nella celebrazione della sagra la seconda domenica di ottobre, raffiigurato nell’atto di sacrificare il figlio Isacco nella tela di Giovanni Bergamaschi del 1852, conservata nella chiesa parrocchiale.

Particolarmente drammatica risulta la scena della crocifissione nell’ affresco dell’abside, opera di Walter Madoi del 1975.

Nel 2018 la chiesa è stata oggetto di un intervento di ripulitura interna, con un nuovo posizionamento del tabernacolo e di una riproduzione dell’icona della SS. Trinità nell’abside.

Abitanti 1626

⇒- Cosiglio Pastorale e Affari Economici

Ingresso di don Roberto a Costa Sant’Abramo

il 7 Ottobre 2017

Sabato 7 Ottobre 2017 — in cammino per una chiesa comunione

Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?
ll mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormentera‘ il tuo custode. Non si addormentera‘, non prenderà sonno, il custode d‘Israele.
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è come ombra che ti copre e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita.
Il Signore vegliera‘ su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre.

(salmo 120)

Dagli Atti degli Apostoli 18 1,4; 9-10

Paolo lascio‘ Atene e si recò a Corinto. Qui trovo‘ un Giudeo chiamato Aquila,
oriundo del Ponto, arrivato poco prima dall’Italia con la moglie Priscilla, in seguito
all‘ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i Giudei. Paolo si recò da loro e poiche’ erano del medesimo mestiere, si stabilì nella loro casa e lavorava. Erano infatti di mestiere fabbricatori di tende. Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e Greci. E una notte in visione il Signore disse a Paolo: “Non aver paura, ma continua a parlare e non tacere, perche’ io sono con
te e nessuno cercherà di farti del male, perche’ io ho un popolo numeroso in questa citta‘”.

Santa Maria, donna in cammino,
come vorremmo somigliarti nelle nostre corse trafelate.
Siamo pellegrini come te, e qualche volta ci manca nella bisaccia di viandanti la cartina stradale che dia senso alle nostre itineranze.
Donaci sempre, ti preghiamo, il gusto della vita.
Fa che i nostri sentieri siano come lo furono i tuoi,
strumento di comunicazione con la gente e non nastri isolanti entro cui assicuriamo la nostra aristocratica solitudine.
Prendici per mano e, soci vedi allo sbando, sul ciglio della strada, fermati, Samaritana dolcissima, per versare sulle nostre ferite
l’olio di consolazione e il vino della speranza. E poi rimettici in carreggiata. Dalle nebbie di questa valle di lacrime, in cui si consumano le nostre afflizioni, facci volgere gli occhi verso i monti da dove verrà l‘aiuto.
E allora sulle nostre strade fiorira‘ l’esultanza del Magnificat.
Come avvenne in quella lontana primavera, sulle alture della Giudea, quando ci salisti tu

(+ Tonino Bello)