La Compagnia dei Piccoli a.p.s. e Il laboratorio APS-ASD
presentano
SOGNO D’UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di William Shakespeare

Traduzione di Antonio Melchiori e Giorgio Calenda
Studio condotto da : Marianna Bufano e Mattia Cabrini
Simone Carando: Demetrio, Bruscolo
Giorgia Dordoni: Nick Rocchetto, tessitore, Piramo, Senape
Veronica Facchetti: Titania, Tassello, carpentiere, Leone in “Piramo e Tisbe”
Maddalena Parma: Puck
Mattia Pagliarini: Lisandro, Fiordipisello
Francesca Poli: Elena, Tom Beccuccio, calderaio, Muro in “Piramo e Tisbe”
Michela Storti: Ermia, Roberto Fuso, sarto, Chiardiluna in “Piramo e Tisbe”
Ester Tolomini: Oberon, Teseo, Checco Flauto, conciamantici, Tisbe
Marta Vanoli: Pietro Zeppa, Senape

Scenografia: Giulia Cabrini e Antonio Spada
Costumi: Lovely Viper
Disegno Luci: Marco Rossetti
Audio: Giovanni Cavalleri
Fotografia e visual di: Paolo Mazzini

Durata: 1 ora e 25 minuti più intervallo.

La storia:
Alla corte di Teseo duca di Atene la giovanissima Ermia si rifiuta di sposare Demetrio, promesso sposo e preferito da suo padre Egeo. Innamorata di Lisandro scappa con lui nel bosco e il geloso Demetrio li insegue, venuto a conoscenza del loro piano da Elena, amica di Ermia e innamorata di lui. Nel bosco si imbattono nella vendetta che Oberon, re degli spiriti del bosco, ha ordito contro Titania, regina della notte: Oberon ha incaricato il suo servo fidato Puck di procurare la Viola del Pensiero per far innamorare Titania di un animale selvatico. Oberon decide di prendere le difese di Elena e chiede a Puck di incantare gli occhi di Demetrio. Il servo di Oberon però getta per errore i quattro amanti nel caos più totale e trasforma uno zotico attore in un asino che si accoppierà con Titania. Oberon ottenuta la sua vendetta riporta l’ordine nella notte e al risveglio Titania, Rocchetto e i quattro amanti credono di aver vissuto soltanto un sogno. All’alba si celebra il matrimonio di Teseo e dei quattro amanti e ai festeggiamenti del matrimonio partecipano la sgangherata compagnia di Pietro Zeppa con la tragedia di Piramo e Tisbe.
Note di regia:
Il Sogno si inserisce in quelle opere di forte critica al mondo giovanile come Romeo e Giulietta o Pene d’amore perdute. I giovani in questi scritti sembrano incapaci di far fronte ai grandi temi della vita, in questo caso l’amore. Siamo nell’opera più erotica dell’autore ed essa sembra aver bisogno di tre piani di narrazione: il giorno, la notte e quello della rappresentazione. Quasi come a dire che dentro l’esperienza umana dell’amore c’è sempre qualcosa che accade alla luce del sole e un’altra invece che è più sconosciuta e misteriosa. Il Sogno segna il confine tra il buio e la luce. Alla luce del sole gli amanti non hanno chiaro cosa vogliono e solo nel buio del bosco mostrano i loro autentici desideri. Il mondo della notte è istinto, passione, fisicità, in preda ai capricci di due regnanti che hanno gettato nel caos lo stesso mondo della natura. Oltre ai piani del giorno e della notte c’è infine la rappresentazione messa in scena dagli “zotici”: attori ingenui alla cui semplicità e umanità l’autore affida l’unica battuta che parla davvero d’amore.

Il progetto:
La Compagnia dei Piccoli è un ‘associazione che da anni si occupa di teatro e il Laboratorio ha più di vent’anni di esperienza nel campo della danza. Da due anni è nato un gruppo di studio rivolto ad allievi compresi tra i 20 e i 30 anni di entrambe le due associazioni. A ottobre 2020 il gruppo ha iniziato a lavorare sul Sogno affrontandolo da diversi punti di vista.