UNA CHIESA CHE CELEBRA IL SUO SIGNORE
SECONDO INCONTRO MARTEDI’ 19 MARZO
IN CHIESA PARROCCHIALE CON DON MARCO D’AGOSTINO

– GUIDA ALL’ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO – 

LITURGIA DELLA PAROLA
UN’OCCASIONE PER ASCOLTARE, FAR PARLARE, RISPONDERE

 

Apri il PDF

… Una liturgia familiare…

  • Qualcuno parla, qualcuno ascolta, da quell’ascolto ci si alza per…far qualcosa aver compreso  verificarsi
  • Se parla qualcuno… gli altri tacciono.
  • Chi chiede la Parola merita attenzione
  • Alla parola proclamata si risponde

A quella tavola (della Parola e dell’Eucaristia) si va con tanti sentimenti: dolore, delusione, gioia, compassione, umiltà, desiderio di imparare…

La Parola di Dio (genitivo soggettivo: è Dio che ci parla)  anche se non lo ascolto  anche se faccio il contrario  parla comunque (pensiamo a chi non ci parla, a chi si gira dall’altra parte quando salutiamo o tentiamo un dialogo…)

La Parola di Dio è qualcosa (QUALCUNO) di vivo  che stimola     interroga chiede conversione

La Parola di Dio, viva e autorevole, non è subordinata ad un testo scritto, sia pure ispirato. È Dio che parla, continumanente (Ebr 1,1) e che si è rivelato in particolare nel Figlio (in questi giorni, ultimamente)

Non diciamo “è Parola di Dio” perché non lo dici tu che lo è. Acclami che lo sia. E noi ringraziamo che lo sia.

È il movimento della 1 0 lettura (di solito dall’AT, non nel tempo pasquale), a cui risponde il salmo (insieme cantiamo il ritornello), poi la 2 0 lettura E l’acclamazione al Vangelo

  • Ti aspettiamo, Signore
  • Ti lodiamo, Signore
  • Attendiamo che tu parli
  • Ti lodiamo perché sappiamo che la tua Parola è efficace, viva, feconda… Ci alziamo e ci prepariamo ad accogliere quanto Tu ci dirai.

La Chiesa ascolta religiosamente la Parola di Dio
Proclama fedelmente la Parola di Dio
Aderisce alla Scrittura
Segue le orme del Maestro
E non SONO PAROLE… sono FATTI
Alzati
Ti sono perdonati i tuoi peccati
Questo è il mio corpo

Sia la luce

Destinazione della Parola di Dio è dunque il MONDO, non solo quell’assemblea che ascolta.
Questo ci fa essere apostoli per il solo fatto che apparteniamo alla Chiesa.
Omelia e silenzio che segue
Servono da ECO di quella Parola
Non per coprila
Non per spiegarla
Non per una lezione
Serve per esprimere nella vita ciò che hanno ricevuto nella fede La Parola non è possesso di nessuno

(EG 138) L’omelia non è uno spettacolo di intrattenimento liturgico
Non è una conferenza o una lezione
Non deve essere la bravura del predicatore… che fa dimenticare la Parola

(EG 139) E’ come la parola di una Madre al figlio

Infonde fiducia (non serve per “mazzolare”: sono i peccati più gravi del predicatore: usare della predica per difendersi o dare ragione a se stesso) La Chiesa evangelizza se stessa. Non è evangelizzata solamente. Parlare la lingua materna piace a tutti ed è desiderabile

(EG 140) favorire e coltivare la vicinanza cordiale del predicatore I consigli… di una madre

(EG 142) Un dialogo… è sempre di più che la proclamazione di una verità La predica non è… la dottrina, moralista e indottrinante.

Deve consegnare che quel Pane della Parola è vivo. E nutre.
Trasmettere il vangelo (la “buona/vera notizia del Cristo morto e risorto) e non una serie di concetti slegati con la realtà

Il CREDO (SIMBOLO, PROFESSIONE Dl FEDE)
Suscita un “sì”, un “CREDO”, un “RINUNCIO” a ciò che non è Parola che Dio ha detto
La PREGHIERA UNIVERSALE (0 dei FEDELI)  alla luce della Parola di Dio  RISPONDIAMO

  • Suscita preghiere…
  • Il discernimento
  • Dovrebbero essere sempre spontanee
  • Dall’ambone… là dove si è proclamata la PAROLA si proclamano anche le richieste che sono SGORGATE da quella Parola

Quindi la LITURGIA della PAROLA  è un POLMONE della LITURGIA EUCARISTICA  ci aiuta ad ASCOLTARE (fides ex auditu)  ci NUTRE  ci scalda i cuori (EMMAUS)  ci invita a conversione  ci aiuta a DECIDERE su quello che il Signore nella CHIESA ci chiede  ci fa pregare  dispone il nostro cuore a CHIEDERE  ci fa vivere nel BISOGNO AFFIDATO