GRUPPO FAMIGLIA – 2018/19

15 DICEMBRE 2018

LA GIOIA DELL’AMORE – 2

21. Gesù stesso nasce in una famiglia modesta, che ben presto deve fuggire in una terra straniera. Egli entra nella casa di Pietro dove la suocera di lui giace malata (cfr Mc 1,30-31); si lascia coinvolgere nel dramma della morte nella casa di Giairo e in quella di Lazzaro (cfr Mc 5,22-24.35-43; Gv 11,1-44); ascolta il grido disperato della vedova di Nain davanti a suo figlio morto (cfr Lc 7,11-15); accoglie l’invocazione del padre dell’epilettico in un piccolo villaggio di campagna (cfr Mc 9,17-27). Incontra pubblicani come Matteo e Zaccheo nelle loro case (cfr Mt 9,9-13; Lc 19,1-10), e anche peccatori, come la donna che irrompe nella casa del fariseo (cfr Lc 7,36-50). Conosce le ansie e le tensioni delle famiglie e le inserisce nelle sue parabole: dai figli che se ne vanno di casa in cerca di avventura (cfr Lc 15,11-32) fino ai figli difficili con comportamenti inspiegabili (cfr Mt 21,28-31) o vittime della violenza (cfr Mc 12,1-9). E ancora si preoccupa per le nozze che corrono il rischio di risultare imbarazzanti per la mancanza di vino (cfr Gv 2,1-10) o per la latitanza degli invitati (cfr Mt 22,1-10), come pure conosce l’incubo per la perdita di una moneta in una famiglia povera (cfr Lc 15,8-10).

22. In questo breve percorso possiamo riscontrare che la Parola di Dio non si mostra come una sequenza di tesi astratte, bensì come una compagna di viaggio anche per le famiglie che sono in crisi o attraversano qualche dolore, e indica loro la meta del cammino, quando Dio «asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno» (Ap 21,4).

Dal vangelo di Giovanni 2, 1 – 10

Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.  Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”.  E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”.  La madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”.  Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.  E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo.  Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono.  E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo  e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un pò brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”

Per la riflessione e il confronto

  • • Il vino è finito: ripercorriamo le speranze, le attese, i doni ricevuti, i risultati ottenuti ma anche delusioni e rammarico e sofferenze condivise.
  • • Quale l’acqua da trasformare in vino? Nel quotidiano “scontato” che significato diamo al buon giorno del mattino, alla condivisione della tavola, ai gesti semplici di ogni giorno
  • • Gesù, la fede, la vita comunitaria: come “esserci” in quanto famiglia

Una preghiera

Signore, il matrimonio è un tuo dono per noi, non qualcosa di ovvio o scontato. 

Ti chiediamo, quindi, di aiutarci nel nostro rapporto di uomo e donna insieme. 

Aiutaci a rispettarci l’un l’altro ed a sforzarci di cogliere il punto di vista dell’altro. 

Fà che tra noi ci siano tenerezza ed onestà, comprensione ed un pizzico di umorismo insieme alla capacità di ammettere che ogni tanto possiamo sbagliarci. 

E renderci disponibili a dividere la nostra felicità con gli altri, aprendo la nostra casa preoccupandoci delle loro gioie e dei loro dolori, come dei nostri. 

Grazie per averci dato questo dono prezioso. Aiutaci a farne buon uso. Amen