Gruppo Famiglia 24 marzo 2018 

TOBIA E SARA Il cammino di una famiglia (5) 

PREGHIERA  

Signore Cristo, rivela la presenza del tuo Regno in mezzo a noi. Veglia, o Dio, sulla porta delle nostre labbra; fa che ogni ferita di questa giornata sia guarita dal tuo perdono. Signore Gesù, attira con la tua luce i cuori che non trovano più il cammino verso dite. Cristo, con la tua vita offerta a Dio, mostraci il cammino della vita. Cristo, sta vicino a chi conosce una notte di tormento, i malati, i senza tetto. Cristo, preservaci dalle insidie dello scoraggiamento e dell’inquietudine. Il nostro sguardo, Signore, sia rivolto verso di te; la nostra anima riposi in te. 

 Dal Libro di Tobia                 5, 13 –23 

Azaria rispose a Tobi: “Sono Azaria, figlio di Anania il grande, uno dei tuoi fratelli”. Gli disse allora: “Sii benvenuto e in buona salute, o fratello! Non avertene a male, fratello, se ho voluto sapere la verità sulla tua famiglia. Tu dunque sei mio parente, di bella e buona discendenza! Conoscevo Anania e Natan, i due figli di Semeia il grande. Venivano con me a Gerusalemme e là facevano adorazione insieme con me; non hanno abbandonato la retta via. I tuoi fratelli sono brava gente; tu sei di buona radice: sii benvenuto!” Continuò: “Ti dò una dramma al giorno. oltre quello che occorre a te e a mio figlio insieme. Fa‘ dunque il viaggio con mio figlio e poi ti darò ancora di più”. Gli disse: “Farò il viaggio con lui. Non temere; partiremo sani e sani ritorneremo. perché la strada è sicura”. Tobi gli disse: “Sia con te la benedizione, o fratello!”. Si rivolse poi al figlio e gli disse: “Figlio, prepara quanto occorre per il viaggio e parti con questo tuo fratello. Dio. che è nei cieli. vi conservi sani fin la‘ e vi restituisca a me sani e salvi; il suo angelo vi accompagni con la sua protezione. o figliuolol”. Tobia si preparò per il viaggio e, uscito per mettersi in cammino, baciò il padre e la madre. E Tobi gli disse: “Fa‘ buon viaggio!”. Allora la madre si mise a piangere e disse a Tobi: “Perché hai voluto che mio figlio partisse? Non è lui il bastone della nostra mano, lui, la guida dei nostri passi? Si lasci perdere il denaro e vada in cambio di nostro figlio. Quel genere di vita che ci è stato dato dal Signore è abbastanza per noi”. Le disse: “Non stare in pensiero: nostro figlio farà buon viaggio e tornerà in buona salute da noi. I tuoi occhi lo vedranno il giorno in cui tornerà sano e salvo da te. Non stare in pensiero. non temere per loro, o sorella. Un buon angelo infatti lo accompagnerà, riuscirà bene il suo viaggio e tornerà sano e salvo”. 

 Per il confronto comunitario: 

  • In che modo accompagniamo “il viaggio”” della vita dei nostri figli?  
  • Quali apprensioni, quali certezze. quale lavoro preparatorio? 
  • In che modo si modificano i rapporti quando i fi gli diventano grandi? 
  • Cosa “resta” della famiglia quando i figli se ne vanno. quali relazioni nuove da costruire? 

 Amoris Letizia 182. Nessuna famiglia può essere feconda se si concepisce come troppo differente o “separata”. Per evitare questo rischio, ricordiamo che la famiglia di Gesù, piena di grazia e di saggezza. non era vista come una famiglia “strana”. come una casa estranea e distante dal popolo. Proprio per tale ragione la gente faceva fatica a riconoscere la sapienza di Gesù e diceva: «Da dove gli vengono queste cose? […] Non è costui il falegname, il figlio di Maria?» (Mc 6.2-3). «Non è costui il figlio del falegname?» (Mt 13,55). Questo conferma che era una famiglia semplice, vicina a tutti, inserita in maniera normale nel popolo. Neppure Gesù crebbe in una relazione chiusa ed esclusiva con Maria e Giuseppe, ma si muoveva con piacere nella famiglia allargata in cui c’erano parenti e amici. Questo spiega che, quando tornavano da Gerusalemme. i suoi genitori accettassero che il bambino di dodici anni si perdesse nella carovana per un giorno intero, ascoltando i racconti e condividendo le preoccupazioni di tutti: «Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio» (Lc 2,44). Invece a volte succede che certe famiglie cristiane, per il linguaggio che usano. per il modo di dire le cose, per lo stile del loro tratto. per la ripetizione continua di due o tre temi, sono viste come lontane, come separate dalla società, persino i loro stessi parenti si sentono disprezzati o giudicati da esse. 

Preghiera dei Vespri