L’ATTESA DEL MESSIA nell’ANTICO TESTAMENTO

L’espressione “Messia” è una traduzione di un termine ebraico e aramaico che letteralmente significava “unto di Dio”, “consacrato” il medesimo che tradotto in greco è “Cristo”.

  • Il Re di Israele era unto, perciò in senso proprio era “messia”, figlio adottivo di Dio: così Saul, e in maniera definitiva, Davide e i successori: Salomone e, pur nella infedeltà, anche i loro discendenti.

2 Samuele 5,1-4

 

Il tuo trono, Dio, dura per sempre; è scettro giusto lo scettro del tuo regno. Ami la giustizia e l’empietà detesti: Dio, il tuo Dio ti ha consacrato con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.           (Salmo 45,7-8)

 

  • Anche i Sacerdoti del tempio ricevevano la consacrazione con l’unzione; di ciò però si parla dopo l’esilio, quando la classe sacerdotale era sopravvissuta e mirava alla ricostruzione del tempio, acquistando in pari tempo prestigio, in sostituzione del Re, che non c’era più.

Esodo 29, 4-7

  • La nascita della speranza di Israele: Quando le vicende storiche porteranno alla distruzione del regno, nasce l’attesa di un nuovo e diverso Messia (cfr Is 7,1-17 e 9, 1-6)
  • Durante l’esilio si passa ad attendere un “messia”, inviato da Dio che però non assume caratteristiche univoche: ci sarà l’attesa di un Messia politico, che è il ritorno all’età aurea di David; oppure si attenderà un Messia religioso e morale, un nuovo Sommo Sacerdote, discendente non più da Aronne i cui discendenti si erano contaminati, ma da Melchisedec (cfr Salmo 110)
  • All’approssimarsi dell’età cristiana, l’aspettazione messianica era molto viva: ne fanno fede i libri apocrifi, come pure alcuni testi del Mar Morto. In tutti questi scritti il motivo messianico s’intensifica, nelle sue varietà politica e religiosa-morale, e a volte anche coniugate insieme.
  • Nasce il concetto di “resto di Israele”: L’attesa del Messia non sarà solo attesa di un inviato di Dio ma si fonderà direttamente su Dio che colmerà di favori coloro che sono rimasti fedeli all’alleanza.

(Is 61,1-3, I Poveri di Jahvè del libro di Daniele, il genere Apocalittico apocrifo: Apocalisse di Baruc)

  • Superati i primi secoli dell’era cristiana, quando alcune rivolte verso l’autorità romana erano caratterizzate dalla presenza di leaders che si autodefinivano messia (vedi Bar Kobba), si giunge al medioevo quando alcuni filosofi ebrei elaborano teorie varie: da quella di Maimonide, che limita il compito del messia alla restaurazione del popolo ebraico in Palestina, a quella che immaginava la venuta del messia come una nuova creazione.

 

Gesù di Nazaret non viene riconosciuto come Messia da Israele. Quali i motivi ?

L’ATTESA DEL MESSIA nell’ANTICO TESTAMENTO

L’espressione “Messia” è una traduzione di un termine ebraico e aramaico che letteralmente significava “unto di Dio”, “consacrato” il medesimo che tradotto in greco è “Cristo”.

  • Il Re di Israele era unto, perciò in senso proprio era “messia”, figlio adottivo di Dio: così Saul, e in maniera definitiva, Davide e i successori: Salomone e, pur nella infedeltà, anche i loro discendenti.

2 Samuele 5,1-4

 

Il tuo trono, Dio, dura per sempre; è scettro giusto lo scettro del tuo regno. Ami la giustizia e l’empietà detesti: Dio, il tuo Dio ti ha consacrato con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.           (Salmo 45,7-8)

 

  • Anche i Sacerdoti del tempio ricevevano la consacrazione con l’unzione; di ciò però si parla dopo l’esilio, quando la classe sacerdotale era sopravvissuta e mirava alla ricostruzione del tempio, acquistando in pari tempo prestigio, in sostituzione del Re, che non c’era più.

Esodo 29, 4-7

  • La nascita della speranza di Israele: Quando le vicende storiche porteranno alla distruzione del regno, nasce l’attesa di un nuovo e diverso Messia (cfr Is 7,1-17 e 9, 1-6)
  • Durante l’esilio si passa ad attendere un “messia”, inviato da Dio che però non assume caratteristiche univoche: ci sarà l’attesa di un Messia politico, che è il ritorno all’età aurea di David; oppure si attenderà un Messia religioso e morale, un nuovo Sommo Sacerdote, discendente non più da Aronne i cui discendenti si erano contaminati, ma da Melchisedec (cfr Salmo 110)
  • All’approssimarsi dell’età cristiana, l’aspettazione messianica era molto viva: ne fanno fede i libri apocrifi, come pure alcuni testi del Mar Morto. In tutti questi scritti il motivo messianico s’intensifica, nelle sue varietà politica e religiosa-morale, e a volte anche coniugate insieme.
  • Nasce il concetto di “resto di Israele”: L’attesa del Messia non sarà solo attesa di un inviato di Dio ma si fonderà direttamente su Dio che colmerà di favori coloro che sono rimasti fedeli all’alleanza.

(Is 61,1-3, I Poveri di Jahvè del libro di Daniele, il genere Apocalittico apocrifo: Apocalisse di Baruc)

  • Superati i primi secoli dell’era cristiana, quando alcune rivolte verso l’autorità romana erano caratterizzate dalla presenza di leaders che si autodefinivano messia (vedi Bar Kobba), si giunge al medioevo quando alcuni filosofi ebrei elaborano teorie varie: da quella di Maimonide, che limita il compito del messia alla restaurazione del popolo ebraico in Palestina, a quella che immaginava la venuta del messia come una nuova creazione.

 

Gesù di Nazaret non viene riconosciuto come Messia da Israele. Quali i motivi ?