TOBIA E SARA

Il cammino di una famiglia

PREGHIERA

Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedetto per tutte le generazioni e‘ il tuo nome!
Ti benedicano i cieli e tutte le creature per tutti i secoli!
Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie, perche’ gli fosse di aiuto e di sostegno. Da loro due nacque tutto il genere umano.
Tu hai detto: non è cosa buona che l’uomo resti solo; facciamogli un aiuto simile a lui.
Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con rettitudine d’intenzione. Degnati di aver misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia. AMEN

Dal Libro di Tobia ( 1,10 — 20 )

Dopo la deportazione in Assiria, quando fui condotto prigioniero e arrivai a Ninive, tutti i miei fratelli e quelli della mia gente mangiavano i cibi dei pagani; ma io mi guardai bene dal farlo. Poiche’ restai fedele a Dio con tutto il cuore, l’Altissimo mi fece trovare il favore di Salmanàssar, del quale presi a trattare gli affari.
Al tempo di Salmanàssar facevo spesso l’elemosina a quelli della mia gente; donavo il pane agli affamati, gli abiti agli ignudi e, se vedevo qualcuno dei miei connazionali morto e gettato dietro le mura di Ninive, io lo seppellivo. Seppellii anche quelli che aveva uccisi Sennàcherib, quando torno‘ fuggendo dalla Giudea, al tempo del castigo mandato dal re del cielo sui bestemmiatori. Nella sua collera egli ne uccise molti; io sottraevo i loro corpi per la sepoltura e Sennacherib invano li cercava.
Ma un cittadino di Ninive andò ad informare il re che io li seppellivo di nascosto. Quando seppi che il re conosceva il fatto e che mi si cercava per essere messo a morte, colto da paura, mi diedi alla fuga. I miei beni furono confiscati e passarono tutti al tesoro del re. Mi restò solo la moglie Anna con il figlio Tobia.

«Nessuna famiglia è una realta‘ perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede un graduale sviluppo della propria capacità di amare (…). Tutti siamo chiamati a tenere viva la tensione verso qualcosa che va oltre noi stessi e i nostri limiti, e ogni famiglia deve vivere in questo stimolo costante. Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare! (…). Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa» (Amoris Laetitia n. 325)

O Maria, Vergine madre di Dio,
la tua natività ha annunziato la gioia all’universo:
da te è nato il sole di giustizia, Cristo nostro Dio.
Illumina le nostre famiglie con la luce divina del suo amore,
rendile consapevoli e liete del dono immenso che custodiscono,
perche‘ sappiano trasmetterla con fiducia e speranza di generazione in generazione.
Sposa e madre, donna nascosta di Nazareth,
in piena obbedienza di fede ed umile coscienza di bimbo
hai educato Gesù, il Figlio di Dio, a credere ed amare:
sostieni tutte le famiglie nel trasmettere il senso e la bellezza della vita:
possano irradiare la terra con la luce dell’amore autentico
e insegnare ai giovani il segreto dono, il Vangelo vivente: Cristo tuo figlio.