All’angelo della Chiesa di Tiatira

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, retto nel tuo giudizio.
Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell’intimo m’insegni la sapienza.
Purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia, esulteranno le ossa che hai spezzato.
Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso.    (dal salmo 50)

Dal libro dell’Apocalisse di S. Giovanni Apostolo   (2, 18 – 29)

All’angelo della Chiesa di Tiàtira scrivi:
Così parla il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente. Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime. Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Iezabèle, la donna che si spaccia per profetessa e insegna e seduce i miei servi inducendoli a darsi alla fornicazione e a mangiare carni immolate agli idoli. Io le ho dato tempo per ravvedersi, ma essa non si vuol ravvedere dalla sua dissolutezza. Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si ravvederanno dalle opere che ha loro insegnato. Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le proprie opere.
A voi di Tiàtira invece che non seguite questa dottrina, che non avete conosciuto le profondità di satana – come le chiamano – non imporrò altri pesi; ma quello che possedete tenetelo saldo fino al mio ritorno.
Al vincitore che persevera sino alla fine nelle mie opere, darò autorità sopra le nazioni; le pascolerà con bastone di ferro e le frantumerà come vasi di terracotta, con la stessa autorità che a me fu data dal Padre mio e darò a lui la stella del mattino. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

 

  • “Le tue opere sono migliori delle prime”: riconosciamo il cammino compiuto, come singoli, come famiglie, come comunità. Quali aspetti positivi meritano di essere condivisi?
  • Quali sono le seduzioni a cui tante volte non riusciamo a sottrarci?
  • “Quello che possedete tenetelo saldo”: come custodire quanto maturato, magari anche con fatica?

PREGHIERA

Signore, fa’ digiunare il nostro cuore: che sappia rinunciare a tutto quello che l’allontana dal tuo amore, e che si unisca a te più esclusivamente e più sinceramente.

Signore fa’ digiunare il nostro orgoglio, tutte le nostre pretese, le nostre rivendicazioni,

rendendoci più umili e infondendo in noi come unica ambizione, quella di servirti.

Signore fa’ digiunare le nostre passioni, la nostra fame di piacere, la nostra sete di ricchezza,

il possesso avido e l’azione violenta; che nostro solo desiderio sia di piacerti in tutto.

Signore fa’ digiunare il nostro io, troppo centrato su se stesso, egoista indurito,

che vuol trarre solo il suo vantaggio: che sappia dimenticarsi, nascondersi, donarsi.

Signore fa’ digiunare la nostra lingua, spesso troppo agitata, troppo rapida nelle sue repliche,

severa nei giudizi, offensiva o sprezzante: fa’ che esprima solo stima e bontà.

Che il digiuno dell’anima, con tutti i nostri sforzi per migliorarci,

possa salire verso di te come offerta gradita, meritarci una gioia più pura, più profonda. Amen