All’angelo della Chiesa di Smirne

 

Il mio cuore esulta nel Signore, la mia fronte s’innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici, perché io godo del beneficio che mi hai concesso.
Non c’è santo come il Signore, non c’è rocca come il nostro Dio.
Non moltiplicate i discorsi superbi, dalla vostra bocca non esca arroganza;
perché il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette.
L’arco dei forti s’è spezzato, ma i deboli sono rivestiti di vigore.
I sazi sono andati a giornata per un pane, mentre gli affamati han cessato di faticare.
La sterile ha partorito sette volte e la ricca di figli è sfiorita.
Il Signore fa morire e fa vivere, scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce, abbassa ed esalta.
Solleva dalla polvere il misero, innalza il povero dalle immondizie,
per farli sedere insieme con i capi del popolo e assegnar loro un seggio di gloria.

Perché al Signore appartengono i cardini della terra e su di essi fa poggiare il mondo.
Sui passi dei giusti Egli veglia, ma gli empi svaniscono nelle tenebre. Certo non prevarrà l’uomo malgrado la sua forza.
Il Signore… saranno abbattuti i suoi avversari! L’Altissimo tuonerà dal cielo.
Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; darà forza al suo re ed eleverà la potenza del suo Messia”.                                                                                                                                                                                       (1 Samuele 2, 1-10)

Dal libro dell’Apocalisse di S. Giovanni Apostolo   (2, 8-11)

All’angelo della Chiesa di Smirne scrivi:
Così parla il Primo e l’Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita: Conosco la tua tribolazione, la tua povertà – tuttavia sei ricco – e la calunnia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma appartengono alla sinagoga di satana.
Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte.

 

  • Quali sono le tribolazioni, le povertà, le calunnie di una famiglia cristiana oggi?
  • La famiglia che passa attraverso la sofferenza: come e in che modo ne esce? Provata e segnata in modo indelebile, mai più capace di gioia oppure quello della sofferenza è un percorso ineludibile per tutti.

“Tutto sopporta” significa che (la famiglia) sopporta con spirito positivo tutte le contrarietà. Significa mantenersi saldi nel mezzo di un ambiente ostile. Non consiste soltanto nel tollerare alcune cose moleste, ma in qualcosa di più ampio: una resistenza dinamica e costante, capace di superare qualsiasi sfida. È amore malgrado tutto, anche quando tutto il contesto invita a un’altra cosa. Manifesta una dose di eroismo tenace, di potenza contro qualsiasi corrente negativa, una opzione per il bene che niente può rovesciare…. Nella vita familiare c’è bisogno di coltivare questa forza dell’amore, che permette di lottare contro il male che la minaccia. L’amore non si lascia dominare dal rancore, dal disprezzo verso le persone, dal desiderio di ferire o di far pagare qualcosa.                                                                                                                                                                                                                                        (Amoris laetitia n. 118 e 119)

PREGHIERA

Santa Maria, Vergine della notte,  noi t’imploriamo di starci vicino quando incombe il dolore,

irrompe la prova, sibila il vento della disperazione, o il freddo delle delusioni o l’ala severa della morte.

Liberaci dai brividi delle tenebre. Nell’ora del nostro calvario, Tu, che hai sperimentato l’eclissi del sole,

stendi il tuo manto su di noi, sicché, fasciati dal tuo respiro,

ci sia più sopportabile la lunga attesa della libertà.

Alleggerisci con carezze di Madre la sofferenza dei malati.

Riempi di presenze amiche e discrete il tempo amaro di chi è solo.

Ripeti ancora oggi la canzone del Magnificat,

e annuncia straripamenti di giustizia a tutti gli oppressi della terra.

Se nei momenti dell’oscurità ti metterai vicino a noi

le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto. E sveglieremo insieme l’aurora.      Amen