All’angelo della Chiesa di Efeso

 

Grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.

         A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,

         che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre,

         a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà; anche quelli che lo trafissero
e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto. Sì, Amen!
Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente.

         Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi.

Dal libro dell’Apocalisse di S. Giovanni Apostolo   (2, 1-7)

All’angelo della Chiesa di Efeso scrivi: Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro: Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i cattivi; li hai messi alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono e li hai trovati bugiardi. Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti.
Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di prima.

Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto.

Tuttavia hai questo di buono, che detesti le opere dei Nicolaìti, che anch’io detesto.
Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese:

Al vincitore darò da mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio.

 

  • Il cristiano nel mondo, “fatica e costanza”, separazione e condivisione: come e perché stare in equilibrio; quale stile oggi per una famiglia inserita nelle logiche del mondo?
  • La famiglia all’interno della chiesa: come testimoniare “l’amore di prima”, come riandare ogni giorno a rinverdire l’amore delle origini?

PREGHIERA

Maria, Vergine del silenzio,

non permettere che davanti alle sfide di questo tempo

la nostra esistenza sia soffocata dalla rassegnazione o dall’impotenza.

Aiutaci a custodire l’attitudine all’ascolto,

grembo nel quale la parola diventa feconda

e ci fa comprendere che nulla è impossibile a Dio.

Maria, Donna premurosa, destaci dall’indifferenza che ci rende stranieri a noi stessi.

Donaci la passione che ci educa a cogliere il mistero dell’altro

e ci pone a servizio della sua crescita.

Liberaci dall’attivismo sterile, perché il nostro agire scaturisca da Cristo, unico Maestro.

Maria, Madre dolorosa,

che dopo aver conosciuto l’infinita umiltà di Dio nel Bambino di Betlemme,

hai provato il dolore straziante di stringerne tra le braccia il corpo martoriato,

insegnaci a non disertare i luoghi del dolore;

rendici capaci di attendere con speranza quell’aurora pasquale

che asciuga le lacrime di chi è nella prova.

Maria, Amante della vita, preserva le nuove generazioni

dalla tristezza e dal disimpegno.

Rendile per tutti noi sentinelle di quella vita che inizia il giorno in cui ci si apre,

ci si fida e ci si dona. Amen